Della Penna guida il Tor Sapienza in Sardegna: "Con la tranquillità possiamo farcela"

Alla vigilia della partenza per Olbia, Claudio Della Penna parla in casa Tor Sapienza. I gialloverdi stanno per affrontare la prima trasferta sarda della storia recente, e l’esperto trequartista si fa voce dei sentimenti e delle aspirazioni del collettivo che domenica scenderà in campo contro l’Arzachena.

«Siamo motivati e pronti ad affrontare questa trasferta, questo gruppo è la prima volta che va in Sardegna e vogliamo assolutamente fare bene, ci teniamo molto a questa partita. Veniamo da due buoni pareggi consecutivi e cercheremo di allungare a striscia di risultati utili consecutivi, i presupposti sono buoni».

L’Arzachena lo scorso anno faceva la Serie C, quest’anno si è iscritta in sovrannumero in D dove ha iniziato con il freno a mano tirato. Motivi che rendono la partita di domenica un vero e proprio scontro salvezza: «Sappiamo che in Sardegna il fattore campo è un punto di forza per le squadre locali – incalza l’ex Romaforse loro non sono partiti benissimo ma hanno un’ottima squadra. Proveranno a vincere e noi dovremo mettere in campo gli artigli, sarà dura ma siamo fiduciosi»

Gli ultimi due pareggi lasciano comunque ben sperare Della Penna: «Siamo partiti fra alti e bassi ma ci può stare, perché il gruppo è cambiato e sono arrivati nuovi giocatori, molti all’esordio in D. Piano piano stiamo crescendo, e le sconfitte che abbiamo incassato ci hanno sicuramente aiutato a crescere. Abbiamo otto punti e siamo nel gruppone, ci sono squadre molto attrezzate per questa categoria, che dovevano fare meglio, appaiate a noi – sottolinea il dies di Anselmi – stiamo sul pezzo e giochiamocela con tutti, non abbiamo nulla da perdere e siamo consapevoli del nostro obiettivo che rincorreremo fino alla fine».

Nella corsa salvezza l’esperienza di Della Penna sarà fondamentale: il trequartista, oltre che in campo, è un punto di riferimento per lo spogliatoio anche fuori. Claudio è consapevole delle proprie responsabilità ma le vive serenamente: «Questa categoria non la faccio da alcuni anni, ma quando scendo in campo sono tranquillo e consapevole di quel che devo fare. È questo che cerco di infondere ai miei compagni, la tranquillità: è vero che ci giochiamo tanto, ma questo è in primis un divertimento da vivere con la massima concentrazione. Senza la tranquillità e la consapevolezza non si va da nessuna parte e dobbiamo mantenerci concentrati se vogliamo raggiungere l’obiettivo finale»